TROFEO SPILLER 2019 – ordine d’arrivo

Categoria èlite

  cognome e nome tempo distacco media (km/h)
Bisinella Lucio 1h 45′ 46” –  32,11
Zaccaria Andrea 1h 45′ 51” 05” 32,08
Romio Matteo 1h 45′ 53” 07” 32,07
Benedini Alessandro 1h 50′ 19” 4′ 33” 30,78
Toniollo Riccardo 1h 50′ 19” 4′ 33” 30,78
Ambrosi Emanuele 1h 51′ 21” 5′ 35” 30,50
Bellotto Andrea 1h 55′ 43” 9′ 57” 29,35
Nardino Nicola 1h 55′ 45” 9′ 59” 29,34
Spiller Cristiano 1h 55′ 53” 10′ 07” 29,31
10° Ziliotto Lorenzo 1h 56′ 00” 10′ 14” 29,28
11° Asproso Ciro 1h 57′ 15” 11′ 29” 28,96
12° Spadoni Nicola 1h 58′ 01” 12′ 15” 28,78
13° Dalla Vecchia Andrea 1h 59′ 08” 13′ 22” 28,51
14° Dalla Riva Angelo 2h 01′ 46” 16′ 00” 27,89
15° Iodice Valmarana Andrea 2h 03′ 12” 18′ 26” 27,56
16° Ercolin Simone 2h 03′ 12” 18′ 26” 27,56
17° Gurisatti Paolo 2h 03′ 41” 18′ 55” 27,46
18° Carletto Paolo 2h 04′ 14” 19′ 28” 27,34
19° Peruffo Andrea 2h 04′ 16” 19′ 30” 27,33
20° Zanotto Donato 2h 04′ 43” 19′ 57” 27,23
21° Aruffo Giovanni 2h 05′ 08” 20′ 22” 27,14
22° Aruffo Alessandro 2h 05′ 20” 20′ 34” 27,10
23° Pennetta Francesco 2h 11′ 49” 27′ 03” 25,76
24° Striolo Stefano 2h 18′ 52” 34′ 06” 24,46
25° Meda Marco 2h 29′ 51” 45′ 05” 22,66
26° Valle Paolo 2h 31′ 00” 46′ 14” 22,49
27° Cunico Andrea 2h 31′ 24” 46′ 38” 22,43
28° Pavan Stefano 2h 31′ 27” 46′ 41” 22,42
29° Piva Enrico 2h 34′ 43” 49′ 57” 21,95
30° Peron Carlo 2h 38′ 00” 53′ 14” 21,49
31° Focà Stefano 2h 55′ 59” 1h 10′ 13” 19,30

 

Categoria over 40

  cognome e nome tempo distacco media (km/h)
Bisinella Lucio 1h 45′ 46” –  32,11
Romio Matteo 1h 45′ 53” 07” 32,07
Toniollo Riccardo 1h 50′ 19” 4′ 33” 30,78
Bellotto Andrea 1h 55′ 43” 9′ 57” 29,35
Nardino Nicola 1h 55′ 45” 9′ 59” 29,34
Spiller Cristiano 1h 55′ 53” 10′ 07” 29,31
Asproso Ciro 1h 57′ 15” 11′ 29” 28,96
Dalla Riva Angelo 2h 01′ 46” 16′ 00” 27,89
Ercolin Simone 2h 03′ 12” 18′ 26” 27,56
10° Gurisatti Paolo 2h 03′ 41” 18′ 55” 27,46
11° Peruffo Andrea 2h 04′ 16” 19′ 30” 27,33
12° Aruffo Alessandro 2h 05′ 20” 20′ 34” 27,10
13° Pennetta Francesco 2h 11′ 49” 27′ 03” 25,76
14° Striolo Stefano 2h 18′ 52” 34′ 06” 24,46
15° Valle Paolo 2h 31′ 00” 46′ 14” 22,49
16° Piva Enrico 2h 34′ 43” 49′ 57” 21,95
17° Peron Carlo 2h 38′ 00” 53′ 14” 21,49
18° Focà Stefano 2h 55′ 59” 1h 10′ 13” 19,30

 

Categoria over 60

  cognome e nome tempo distacco media (km/h)
Gurisatti Paolo 2h 03′ 41” 27,46
Valle Paolo 2h 31′ 00” 27’ 19’’ 22,49
Peron Carlo 2h 38′ 00” 34′ 19” 21,49

 

Categoria mtb

  cognome e nome tempo distacco media (km/h)
Aruffo Giovanni 2h 05′ 08” 27,14
Aruffo Alessandro 2h 05′ 20” 12’’ 27,10
Focà Stefano 2h 55′ 59” 50’ 51’’ 19,30

 

Categoria scout

  cognome e nome tempo distacco media (km/h)
Ambrosi Emanuele 1h 51′ 21” 30,50

 

Classifica a squadre

  cognome e nome tempo distacco categoria
FARMACIA S.CROCE

Toniollo Riccardo

Spiller Cristiano

Gurisatti Paolo

Peron Carlo

7h 34′ 19′  

O40

O40

O60

O60

VIVAISTICA SERRA

Bisinella Lucio

Romio Matteo

Pennetta Francesco

Striolo Stefano

7h 38′ 13′ 3′ 54”  

O40

O40

O40

O40

AIUTA UNO SMIDOLLATO

Iodice Valmarana Andrea

Carletto Paolo

Meda Marco

Cunico Andrea

9h 08′ 41” 1h 34′ 22”  

 

 

 

 

 

7 commenti su “TROFEO SPILLER 2019 – ordine d’arrivo”

  1. Sesto giro in bici da corsa della mia vita, bici che mi è arrivata a primavera. Uscendo da un trascorso di mountain bike la sfida sembrava possibile.

    Obiettivo iniziale: non arrivare ultimo.

    Dopo aver provato il giro Spiller il sabato prima, obiettivo mutato: arrivare vivo.

    Giorno della gara, tensione alta, arrivo in automobile per non sprecare energie preziose.

    Comincia la kermesse, dopo il primo pezzo in piano in cui capisco che i protagonisti saranno molti e decisi a non mollare, decido di provare in salita a stare con Jimmy, con il quale avevo già fatto un allenamento e che pur essendo più preparato di me, poteva essere un appoggio. Dopo qualche km di salita il GAP con Jimmy è troppo, vengo raggiunto da un gruppetto di 2 inseguitori del team smidollati, con il quale stringo un sodalizio durato più o meno fino all’inizio della seconda salita, quando a uno dei due cade la catena.

    Decido vigliaccamente di non fermarmi, il male alle gambe era notevole e stavano per presentarsi crampi su entrambe le gambe: Se mi fossi fermato sarebbe stata la fine.

    La gara procede in totale solitudine: Jimmy è troppo avanti, gli altri troppo indietro.

    Alla fine della seconda salita raggiungo un corridore che poco prima si era infortunato a un labbro in una caduta. Ma il passo è più lento, decido di proseguire. Poco prima della salita finale raggiungo un altro corridore del team smidollati ma anche qui è difficile fare squadra: è in grossa difficoltà causa crampi.

    Faccio tutta la terza salita in solitaria e pure la discesa. Arrivato in piano mi rendo conto che il team smidollati quasi al completo è dietro di me e temo che facendo trenino possano raggiungermi in poco tempo. Senza esitare do fondo a tutte le energie rimaste negli ultimi chilometri arrivando al traguardo stremato. In realtà gli inseguitori erano parecchio distanti. lo sforzo finale comunque non è bastato a portare in vetta alla classifica la squadra Vivaistica Serra, distaccata comunque di 4 minuti dalla squadra precedente.
    Nelle gambe male per 2 giorni ma nel cuore un bellissimo ricordo

  2. L’esperienza di quest’anno al Trofeo è stata significativa ed impegnativa come sempre.
    E’ la giornata di sport più bella dell’anno e il ringraziamento all’organizzazione è la prima cosa da dire.

    La kermesse arriva come da tradizione alla fine della stagione, con qualche lieve malanno di salute, ciò non mi ha impedito di fornire il massimo impegno, certo a Settembre potrei essere nel pieno della forma ma questo vale anche per gli altri.

    Posso dire ai tifosi di Vivaistica Serra che il veterano ha contribuito al secondo posto di squadra e non mi rimprovero molto ma il risultato mi lascia in parte insoddisfatto: secondi di squadra e 23° in Elite, non è adeguato al livello del trofeo ed alla mia ambizione, purtroppo ci sono margini di miglioramento per avvicinarsi al treno dei migliori ma non posso sognare più di tanto.
    Non bastano 4’000km annui, bisognerà provvedere ed incrementare, vedremo se sarà possibile, vedremo se riuscirò.

    La mia cronaca: la crescita dell’evento ha portato ad una lista partenti davvero di livello elevato, ci sono i Top Riders della provincia e non posso farmi illusioni, posso solo coprirmi adeguatamente, scaldare la gamba fino a Fimon, fare pensieri positivi, mangiare il giusto, sudare, stringere i denti e ripassare la tabella oraria precedentemente preparata.

    Questi compiti sono stati alla fine rispettati: bravo Pennetta.

    Anzi, con mia sorpresa mi sono trovato ad agganciare due corridori sulla Dorsale dei Berici fino a Vo, la gamba risponde adeguatamente e riesco a limare i due compagni senza eccessivo sforzo, devo però stare attento a non cuocermi. Sono davvero soddisfatto nei primi 13km, in discesa verso Brendola riesco a guidare il terzetto, mi metto in testa e con sicurezza do una mano alla nostra azione: Il Falco vola davvero!

    Giunti a Vo da tabella scelgo di tirare un po’ il fiato, era la cosa giusta da fare anche per il risultato di squadra, non siamo ancora a metà corsa. Così facendo perdo uno dei miei due compagni, mentre riesco a superare facilmente l’altro, in preda ad un problema fisico o meccanico, onestamente non ho saputo. Bisogna scollinare Grancona e devo bere e restare concentrato, devo pensare a me perché ora è corsa solitaria, brividi.

    Sono preoccupato per la risalita verso Perarolo, potrebbe diventare un disastro, spero però di raccattare qualche altro corridore schiantato dalla fatica, ciò non avviene.
    Supero Grancona con calma, come da tabella, faccio un’ottima discesa con i tempi dei migliori e ritorno con buona frequenza verso Ca’ Vecchie con i 27km/h.

    Da Brendola si rifa sul serio, ho un paio di svarioni e la freschezza è poca, soprattutto non ritrovo nessuno per strada, controllo il tachimetro e lui dice sempre la verità: sono in mezzo al nulla, ma non mi giro ancora per controllare, la mente funziona meglio delle gambe.

    Dopo Perarolo riesco a fare una bella azione data la mia condizione, la media è ottima e tornando verso Fimon sono tranquillo, riesco ad andare di poco sopra i 30km/h, posso cominciare a girarmi, c’è tranquillità ed un sole sereno.

    Stupendo quando ai 300m appaiono gli Indiani al traguardo in una nuvola di umidità e nella luce delle undici, per un istante mi immagino decimo fra tanti gloriosi pedalatori, per cui ringrazio tutti bevo un poco, parlo con i compagni di Team (Serra è già docciato da minuti) e solo più in là vado a vedere i risultati definitivi, con una smorfia leggera di insoddisfazione.

    I migliori sono davvero forti però posso dire di potermi sedere a tavola con loro a pieno titolo. Questo è il valore del Trofeo Spiller.

  3. L’ho atteso, è arrivato, è il momento
    Non sono più un debuttante, non sono più un ragazzino…
    Caldo o freddo, decido…
    Ultimi riti scaramantici…
    Alla partenza, mi sembra di capire, ci sono atleti preparati.
    Via!
    Tratto di trasferimento facile.
    Inizia la bagarre, guardo il tachimetro: 50 km/h e penso “Cominciamo bene!”
    Subito la salita, non conosco il percorso (l’anno prossimo assolutamente si prova), cerco di dosare.
    Tre lepri prendono margine ma li vediamo, sali, scendi, non li vediamo più.
    Sono al limite e a metà della distanza… mi sembrava fossimo un piccolo gruppo di 6 o 7 ma ora siamo 3.
    Le discese mi confortano, le salite mi spremono; i chilometri passano, Ale dei tre è sicuramente più in condizione, Ema ha i crampi, il traguardo si avvicina…

    Bellissima gara, splendido percorso (l’anno prossimo si prova prima), eccellente organizzazione!!!

  4. Ogni anno faccio le mie tattiche, le mie tabelle di marcia, le mie previsioni, poi di solito tutto salta in un secondo e bisogna reinventarsi la gara!
    Ma questo è il Trofeo Spiller, non puoi sapere tutto di chi corre accanto a te, lo scopri pedalando.
    Contavo di fare la militare con più calma, dopotutto c’era ancora così tanta salita per fare selezione… Invece si è partiti a palla, e in un secondo ho dovuto decidere se provarci, andando oltre i miei ritmi abituali, o affidarmi invece ad una strategia più conservativa per fare gara d’attacco nella seconda parte!
    Ho scelto di provarci! Alla fine ho pagato, ma non sono crollato, e sono orgoglioso di aver tenuto sia col fisico che con la testa!
    Ad Arcugnano rimango con un gruppo di 6/7. I primi 3 non sono distanti, pochi secondi, ma faranno più selezione sul falsopiano verso Perarolo che nella salita appena fatta a tutta. Non so se i miei compagni hanno mai pensato davvero di raggiungerli, ma io avevo già capito che i posti sul podio erano già andati!
    Verso Brendola ci assottigliamo, restiamo in 5: io, Ciro, Lele, Riccardo e il numero 35, che non conosco.
    Bocca d’ascesa si prende forte, ma non a tutta. Chi ha fatto ricognizione sa cosa lo aspetta verso Grancona! Forse vado troppo di conserva e per evitare il fuori giri nelle ultime centinaia di metri perdo qualche secondo insieme a Ciro; sono convinto che nel tratto del bosco i 3 davanti tireranno il fiato e conto in un rapido e poco dispendioso ricongiungimento. Non è così, si attacca Grancona con ancora una decina di secondi di distacco… e appena le rampe impennano rimango da solo e Ciro si pianta! Peccato, contavo di tornar sotto con lui; solo due settimane prima in ricognizione aveva un passo decisamente migliore del mio. E qui forse commetto l’unico errore di giornata: decido che prima dell’inizio della discesa devo tornare sui 3! E infatti sull’ultimo dentello ci sono, li ho presi! Lele si gira e si rallegra: “è arrivato Cristiano, così non sbagliamo strada” dice! E in quello stesso istante mi manca il fiato, ho fitte al costato e mi tocca rialzarmi. In 300 metri penso di perdere un minuto… ormai sono andati e io sono da solo. Affronto discesa e pianura verso Brendola coscienziosamente… se dietro si è formato un gruppetto mi prenderanno di sicuro, meglio pedalare pensando a recuperare energie, manca ancora molta strada e molta salita. Bevo e mi alimento… così quando a Ca’Vecchie arriva il treno Bellotto (con lui Ciro, Nini e Lorenz), non mi spavento, penso di aver le forze per tenerlo.
    Così è, seppur con alterne vicende, piccole fughe e rapidi recuperi. Dei 5 solo Ciro molla in salita, gli altri 4 restano assieme fino alla fine. Ad essere onesti io salto qualche cambio, ma non è per fare il furbo, è per sopravvivere!
    A Torri di Arcugnano si perdono anche le ultime speranze di riprendere il gruppo davanti. A noi resta di battagliare per un più che onorevole 7° posto, quindi per la prima volta da quando si è partiti c’è un po’ di melina, un po’ di tattica.
    Io non ho tanta riserva. Ma sono contento così, alla partenza mi ero detto felice di chiudere tra i primi 10, e l’obiettivo è raggiunto.
    In gruppetto c’è Nini, con lui è una sfida ogni anno ormai da una vita… anche nel “ranking” siamo vicini… l’ultimo obiettivo potrebbe essere batterlo all’arrivo.
    Ma Nini si è gestito meglio, su questo è mille volte più bravo di me. A rivedere la storia dei Trofei precedenti ogni volta che l’ho staccato poi si è rifatto sotto! Sull’arrivo Bellotto va su come in pianura… merita lui di vincere la volata del 3° gruppetto, è stato il più generoso a tirare. Poi Nini, io e Lorenz.
    Soddisfatto, tutto è andato bene! Chiudo la stagione 2019 e già penso al 2020!

  5. Dopo alcuni anni ho partecipato nuovamente a questa manifestazione… una festa sportiva che fa sudare ma riempie di soddisfazione personale nel tagliare io traguardo (primi o ultimi). Grande organizzazione , grazie Cristiano!

  6. Metto un pizzico di agonismo in tutte le cose che faccio e ancor più nel ciclismo, dove stare dietro non mi piace affatto, ma in genere non sono un emotivo e la gara la imposto su di me più che sugli altri. Quest’anno avevo testato il percorso con Cristiano e Nicola e ne conoscevo le insidie: la salita della strada militare – da non prendere troppo veloce – la parte terminale di bocca d’ascesa dove bisognava dosare le forze; il rischio di “naufragare” in Val Liona e poi l’arrivo in salita da non sottovalutare. Insomma, nella mia testa sapevo esattamente come avrei dovuto comportarmi, peccato che al momento della partenza tutte le tattiche si riveleranno inutili.
    Il terzetto di testa è decisamente di un altro livello e lo si vede fin dalla prima salita, ciò nonostante mi sento bene e decido di non mollare, sono nel gruppeto dei primi inseguitori, con me Alessandro e Emanule. Corro in una sorta di trans agonistica, senza risparmio, in maniera sfrontata e incosciente, ma come sempre è la strada che si incarica di presentarti il conto.
    Il mio, si palesa sulla salita di bocca d’ascesa, non reggo il cambio di ritmo e perdo il contatto coi miei compagni, ma non per questo demordo e la velocità rimane alta, poi succede l’inevitabile. Sullo strappo di Grancona vado fuori giri, il cuore è a mille, il sangue mi va alla testa e nelle gambe mi entra una flebo di cemento: l’istinto di sopravvivenza mi dice di fermarmi, scendere dalla bici e gettarmi a bordo strada. E’ la senzazione di un attimo, ma sembra interminabile. Rientro in me stesso, salgo al rallentatore, il tempo sembra essersi fermato, ma non crollo e finalmente sono in cima . Nel frattempo vengo superato da Cristiano che si invola, poi mi raggiunge Nicola, ma siamo già nel tratto verso Meledo Alto, e tengo duro. Nel falsopiano le gambe girano bene e io continuo a sopravvalutarmi, mi metto davanti a tirare e riprendiamo Cristiano, la crisi sembra superata ed ecco che ancora una volta mi devo arrendere all’evidenza. Sulla salita dopo Brendola ho un nuovo crollo e mi faccio staccare, a salvarmi è solo la testa e la mia cocciutaggine. Mi raggiunge un ragazzo che avrà la metà dei miei anni, mi metto a ruota e quando mi chiede il cambio lo faccio sopra le mie forze e per un un tempo brevissimo.
    Eccoci a Perarolo, non lo mollo, lui mi scappa in discesa, ma lo riprendo in pianura e inizio a darli dei cambi più regolari.
    Ora siamo ai chilometri finali, richiamo ogni energia residua e mi metto a tirare, quando mi giro capisco di averlo staccato e continuo senza risparmio. Taglio il traguardo come se non dovesse esserci un seguito, finisco 11°, non è quello che speravo ma sono contento di me stesso. Ho corso in maniera stupida, come un ragazzino alla prima esperienza, ma che bello sentirsi vivi in sella ad una bicicletta.

  7. Edizione molto bella del Trofeo, con oltre 30 partecipanti!
    Complimenti vivissimi a Cristiano e al suo staff.
    Io posso dire ben poco sullo svolgimento della gara, che per me è una vera e propria cronometro, tranne che mi sono comunque molto divertito. All’arrivo, poiché sono arrivato, ho avuto un sacco di applausi; i più graditi sono stati quelli di due miei nipotini….!!!
    Spero di esserci anche l’anno prossimo.
    Grazie e tanti cari saluti a tutti!
    Carlo

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